Dipartimento Ambiente Salute e Sicurezza si occupa delle problematiche legate all'ambiente interno ed esterno ai luoghi produttivi, alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. Gianfranco Bee Cel.3421708536 rlstbelluno@veneto.cgil.it
Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioniparticolarmente faticose e pesanti, a norma dell'articolo 1 dellalegge 4 novembre 201, n. 183.
DECRETO 11 aprile 2011Disciplina delle modalita' di effettuazione delle verificheperiodiche di cui all'All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008,n. 81,
Calano gli infortuni sul lavoro settore del legno più a rischio BELLUNO Calano gli infortuni sul lavoro in provincia di Belluno: dal 2006 al 2010 sono scesi del 30% (da 4329 a 3042), del 33,8% nel solo comparto legno (da 77 a 51, dati Inail). Il dato però, anche se eclatante, è falsato dalla crisi, che condiziona l'occupazione. La stessa situazione si verifica quest'anno, con il trend che mantiene la sua rotta positiva, così come la crisi che attanaglia le imprese. Per ridurre gli infortuni, comunque, l'unica strada da percorrere è quella della sicurezza.
Si basa su questo assunto il progetto “Conoscere per prevenire”, realizzato dal Cobis (Comitato paritetico bilaterale per la sicurezza), in collaborazione con gli Spisal delle Usl 1 e 2, il consorzio Cata, l'Uapi e l'Appia di Belluno. Sono state prese in esame 69 aziende del comparto legno, nelle quali tra il 2005 e il 2010 si sono verificati 78 infortuni. Questi hanno portato a 2102 giorni di assenza dal lavoro, pari a 16.816 ore lavorative perse, con un costo complessivo che ha superato i 250mila euro. Nel 19% dei casi (15) gli infortuni sono stati provocati dalle cinque principali macchine per la lavorazione del legno, soprattutto dalla fresatrice (7), e dalla sega circolare (4). Seguono pialla a filo, troncatrice e sega a nastro. Tra le cause ci sono la formazione carente, un comportamento scorretto del lavoratore (anche per una prassi tollerata dal datore di lavoro) e solo in 2 casi le macchine non erano sicure: «Le aziende negli ultimi anni hanno investito molto nei macchinari, ormai quasi tutti a norma», hanno sottolineato per lo Spisal Stefania Peterle (Uls 1) e Nicoletta De Marzo (Uls 2). Resta importante puntare sulla formazione del lavoratore e sulla cultura della sicurezza, di cui l'Italia «è ancora carente», ha spiegato Oscar Rigoni, coordinatore regionale del Cobis. «Le aziende si stanno impegnando, ma si può fare di più, a partire dalle scuole del legno che devono diffondere le buone pratiche». Il settore continua a essere tra i più a rischio: è infatti al 4° posto, dopo agrindustria, metalmeccanica e costruzioni, per la frequenza degli incidenti. Come gravità degli infortuni, però, è 2° dopo l'agrindustria. Si registrano soprattutto ferite alle mani, e tra le cause ci sono l'essere colpito da un oggetto o un macchinario o l'averci urtato contro. Gli infortuni, dal 2006, sono diminuiti, soprattutto quelli lievi, mentre resta costante il dato sui gravi (il rapporto è 1 a 7). Gli esiti dello studio del Cobis, verranno distribuiti in tutte le aziende del comparto. (a.f.)
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