La categoria Filt e la confederazione chiedono che sia rivisto il bilancio regionale con l’inserimento dei fondi necessari alla manutenzione delle strade e al mantenimento dei posti di lavoro  di Cristina Contento w BELLUNO «La Regione riveda il bilancio per i finanziamenti a Veneto Strade: col taglio del 70% di fondi, a rischio sono 151 posti di lavoro e un servizio vitale nel Bellunese. Dobbiamo sperare che non nevichi per poterci muovere nei prossimi anni se le buche non si potranno tappare?». Alessandra Fontana, segretario provinciale della Filt Cgil non usa mezzi termini e l’appello lo lancia direttamente all’assessore regionale Renato Chisso. L’allarme è per i mancati finanziamenti a Veneto strade che mettono a rischio l’ordinaria manutenzione lungo le strade della provincia ma soprattutto, 151 posti di lavoro più 40 dell’indotto: «La Regione prevede un taglio di 70% di finanziamenti» attacca Fontana «questo significa che a fronte di 15 milioni di euro nel 2010 e a fronte della riduzione a 10 milioni nel 2011, quest’anno arriveranno a Veneto strade 4,5 milioni. Significa cioè mettere a rischio anche gli stipendi della gente, non solo la sistemazione delle strade bellunesi: qui salta l’azienda. La Regione deve capire che la sede di Belluno ha competenze, sulle strade, più numerose di quante ce ne siano per le altre cinque province». «Pensare alla Pedemontana si può ma» affonda il segretario Cgil Renato Bressan, «prima a che servono nuove strade se non riusciamo a mantenere quelle che abbiamo?» Grido di allarme quello che sale dalla Cgil per Veneto strade: insieme con la Provincia, il commissario Capocelli, s’è chiesta una verifica alla Corte dei conti mentre con i lavoratori sta attuando un giro di assemblee, come del resto avviene anche con quelli di Dolomitibus, altra azienda a rischio. «Tra i lavoratori c’è grande preoccupazione: dal Feltrino all’Alpago al Comelico e la Cgil farà la sua battaglia che riguarda il territorio» continuano i sindacalisti «Abbiamo già interpellato i consiglieri regionali (Bond si è già attivato) e abbiamo chiesto loro che premano perchè il bilancio regionale sia rivisto: così non tiene Veneto Strade e a marzo in commissione bilancio regionale bisogna rivedere gli stanziamenti». «Stante la riduzione attuale il bisturi inciderà sulla carne viva cioè su lavoratori e famiglie» sostiene Luca Sommavilla, rsu di Veneto strade, tutta Filt Cgil «se non si può seguire la manutenzione delle strade, poi, ne andrà della mobilità in provincia. Infine, un rammarico. I nostri rappresentanti politici se si stanno muovendo lo fanno su chiamata perchè li stiamo chiamando uno per uno. Non perchè sentano il problema». Cgil che ha commissionato all’istituto Poster di analizzare il bilancio per «vedere se c’è qualcosa ancora che si può comprimere» dice Bressan «ma s’è tagliato tutto nel 2011». E che ha indetto per il 1 marzo un convegno con la Camera di Commercio per capire il da farsi: «Speriamo che Chisso voglia intervenire. Si può scendere in piazza quanto si vuole ma bisogna anche discutere di soluzioni alternative a questo stato: per questo il convengo», conclude Bressan. Infine il dubbio: «Veneto strade si è davvero impegnata a garantire i debiti contratti dalla Regione?». Sarebbero 100 milioni di esposizione.
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