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Acc in attesa del ministero i timori dei lavoratori  03-04-2013
 
Mel, assemblea ieri mattina con sindacati e rsu davanti allo stabilimento Non ci saranno gli operai a Roma, «le cose sembrano non sbloccarsi mai»  
di Valentina Damin wMEL Non ci saranno i lavoratori, domani, a Roma al vertice al ministero sul futuro dell’Acc. È questa la decisione ultima presa dalle Rsu ieri mattina e comunicata ai lavoratori nell’assemblea che è stata indetta a metà mattinata nel piazzale dello stabilimento.

«C’era la possibilità di scendere con i pullman», spiega Bruno Deola della Fim Cisl, «ma abbiamo valutato la cosa come troppo impegnativa dato che siamo in giornate lavorative e servirebbero due giornate di sciopero. È meglio andare giù come rappresentanza e poi in altri momenti e in altri luoghi faremo delle manifestazioni, se servono, se saranno necessarie, a seconda anche di come andrà tutta la partita e tutta la vicenda». Lo spiraglio è dato da una cordata di imprenditori. Ma chi siano non è dato sapere, per lo meno da Deola. «La situazione è delicata», spiega il sindacalista, «adesso all’orizzonte si stanno avvicinando degli imprenditori che hanno fatto delle proposte, anche in Austria, di pianificazione di debiti dei fornitori, però questo non ci rassicura del tutto, e tutto passa attraverso il referendum del 17 aprile che verrà fatto in Austria in cui decideranno se questo piano verrà accolto o meno». All’assemblea anche Luca Zuccolotto della Fiom Cgil ha spiegato come «abbiamo fatto l’assemblea all’aperto perché i lavoratori sono tutti in cassa integrazione. Abbiamo spiegato il percorso fatto fino ad oggi, l’incontro con gli austriaci, il documento fatto in risposta a quello del Pdl dell’altro giorno. Dal ministero ci aspettiamo il rispetto dell’accordo fatto nel 2011 sulla produzione del 50% e 50%. Noi vogliamo il mantenimento degli accordi fatti fino ad oggi. Il problema dell’Acc è un problema legato alle finanze e non alla produzione per cui è relativo: il lavoro c’è e le produzioni ci sono. Sono gestite però male, e la gestione è in mano a banche e finanziarie che non sono in grado di gestire la produzione, ma sono in grado di far altro e che allora facciano il loro lavoro da un’altra parte e a capo delle industrie dobbiamo mettere gli industriali». I lavoratori, intanto, non sono tranquilli. Poco meno di un centinaio quelli che si sono raggruppati fuori dai cancelli dell’Acc per ascoltare le ultime nuove nell’assemblea. «La situazione non è chiara», dicono alcuni lavoratori ad assemblea conclusa, «e viviamo nell’incertezza. C’è lavoro, dicono, ma siamo da una settimana in cassa integrazione. Lavoriamo a singhiozzo, e le cose non sembrano sbloccarsi mai». In molti avrebbero voluto andare a Roma: «Per manifestare il nostro disagio», spiegano, «per far sentire anche la nostra di voce, e invece staremo qui ad aspettare di capire se le cose si chiariranno».

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