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RELAZIONE DI MAURO DE CARLI ALL'ASSEMBLEA CGIL DI BELLUNO


foto de carli articoliLa nostra assemblea generale si svolge tre settimane dopo che il Veneto e la Provincia di Belluno hanno effettuato i referendum consultivi sulla cosiddetta autonomia ed ora si apprestano a condurre delle trattative con lo Stato e con la Regione stessa.
Questi eventi, seppur non abbiano avuto convinta partecipazione attiva da parte della CGIL, hanno innescato una serie di dinamiche all’interno del mondo politico, nel dibattito interno alle varie comunità locali e dell’associazionismo; noi, che non eravamo entusiasti della celebrazione dei referendum, ma ne abbiamo aspettato l’esito, peraltro del tutto scontato, ora siamo necessariamente costretti ad analizzarne gli sviluppi e dentro questi posizionare l’azione della CGIL.
Distinguerei tre singole fasi; il referendum ZAIA con tutte le nostre critiche sulla sua effettuazione, il referendum Belluno (con i dubbi sulle modalità e sulla paternità della sua indizione) con le nostre identiche critiche sulla sua oppurtunità ed infine le prospettive politiche che si stanno delineando su entrambi i casi.
La Regione Veneto, sulla base della guida leghista di Zaia, ha scelto la via dura per l’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione sul regionalismo differenziato. Indire un Referendum, quando la Costituzione ti permette anche la via del semplice negoziato con il Governo, meno costosa per l’ente Regione, ha come significato quello di voler far crescere attorno al solo Zaia un consenso politico dei Veneti, senza rischio di una potenziale sconfitta, che ora il Governatore potra’ gestire per un qualsiasi suo interesse politico, personale o elettorale.



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di vittorio progetto sviluppo1 bruno trentin