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Incontro con la direzione ULSS 1 Dolomiti

foto de carli articoliA pochi giorni di distanza in cui abbiamo chiesto maggiori garanzie sia per la tenuta, almeno quella, del sistema ospedaliero, che per il grado di attenzione nei confronti del cittadino, in particolare modo se anziano, veniamo a conoscenza di una nuova modifica del servizio di prevenzione e diagnostica che ci pone in dubbio sul grado di gestione futura che potrà essere messo in campo nella ULSS stessa.
Alcuni nostri associati, semplici cittadini del territorio, ci hanno avvisato che l’esame di elettrocardiogramma al San Martino di Belluno, fino a poco fa eseguito in libero accesso dopo prescrizione del medico di base, ora viene eseguito su appuntamento e l’esito verrebbe consegnato solo dopo attesa, nello specifico nel pomeriggio, comportando per l’utente un secondo passaggio in ambulatorio.

Allo stesso CUP non sarebbero informati di questa nuova procedura e pertanto nessuno viene avvisato. Contestiamo questa metodologia organizzativa sia perché banalmente comporta maggiori costi e disguidi per i pazienti, molti dei quali senza disponibilità di tempo o di mezzi di trasporto, sia perché avevamo proprio recentemente chiesto che l’organizzazione complessiva della ULSS avesse a riguardo una maggiore attenzione nel gestire appuntamenti e visite specialistiche il più vicino possibile alle residenze dei pazienti, evitando loro viaggi e richieste di assistenza ai familiari. La nostra richiesta guarda ai pazienti anziani, i più penalizzati dai cambiamenti di qualsiasi servizio, quelli che vedono con ansia il venir meno della tutela sanitaria nel territorio vicino, che in taluni casi sono costretti a rinunciare alla prevenzione perché in difficoltà nel raggiungere i luoghi di cura.
Sappiamo bene in quali carenze di personale specializzato medico versi ora la struttura ULSS Veneta ed in particolare quella Bellunese, ma chiediamo che si pongano in essere tutte le misure atte per non penalizzare l’utenza; gli esami con un quadro clinico normale possono essere anche spediti a casa, o tramite E-mail per chi dispone di posta elettronica, solo nei casi ritenuti preoccupanti si avvisi direttamente il medico di base perché intervenga prontamente con il proprio assistito. Servizio quest’ultimo che risulta già attivo.
Abbiamo sempre valorizzato l’esperienza delle Medicine di Gruppo Integrate, che la regione Veneto porterà ad esaurimento non perché inefficienti ma bensì costose, erano lo strumento ideale anche per questa situazione, per portare la prevenzione e la diagnostica di base nel territorio, nelle vallate, nei centri dispersi della provincia, compresa la lettura a distanza con gli specialisti degli esiti degli esami. Finita la sperimentazione dei 4 centri ora esistenti tutto questo verrà sostituito da qualcosa che ancora non conosciamo.
Infine chiediamo veramente di poter conoscere, passo passo, anche i piccoli cambiamenti che si stanno operando dentro la ULSS 1 Dolomiti, non di conoscerli solo per il tramite dei nostri iscritti a seconda dei disguidi che questi mutamenti comportano; siamo in grado di portare elementi correttivi sui singoli provvedimenti, avendo coscienza dello stato di precarietà in cui ora si sta muovendo la direzione strategica della ULSS, ma avendo quale obbiettivo la salvaguardia di quanti tra di noi versano in una difficoltà, che non sempre è economica anzi spesso dipende dalla situazione sociale, demografica, viaria della nostra provincia.

Mauro De Carli Segr. Gen CGIL Belluno
Maria Rita Gentilin Segr. Gen. SPI CGIL Belluno

 

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