Sciopero 09-03-2026

CAMERA DEL LAVORO di BELLUNO
Comunicato stampa
La CGIL di Belluno proclama, per la giornata del 9 marzo, otto ore di sciopero o l’astensione dal lavoro per l’intero turno, in concomitanza con la giornata internazionale della
donna, che quest’anno cade di domenica.
Un’iniziativa di questa portata appare necessaria, perché, osserva la segretaria generale della Camera del lavoro di Belluno “i fatti ci dicono che i diritti delle donne arretrano
nel nostro paese”.
Gli aspetti sui quali si concentra l’iniziativa della CGIL riguardano tre tematiche rilevanti, che sono state e sono all’attenzione dell’opinione pubblica.
“In materia di congedi” evidenzia Denise Casanova “per pochi voti non è passata la proposta, già prevista dal family act e mai attuata, sul congedo parentale obbligatorio per gli
uomini, per 5 mesi retribuito al 100%, così come già avviene per le donne. Sarebbe stata una misura che avrebbe ribaltato le disuguaglianze di genere sul mercato del lavoro. È stato detto
che mancano le coperture economiche. La conseguenza che se ne trae è che anche questa volta per le donne non ci sono soldi. Per le armi sì, per le donne no”.
“C’è poi un tema di trasparenza” sottolinea la segretaria della CGIL di Belluno “La riduzione del divario salariale di genere dovrebbe essere quindi obiettivo fondamentale, ma il
recente schema di decreto legislativo approvato in Consiglio dei ministri, per recepire la Direttiva sulla trasparenza salariale lascia molte perplessità. La Direttiva Europea 2023/970 si
basa su due strumenti principali: la trasparenza delle retribuzioni sia prima dell’assunzione, collegata alla proposta occupazionale, sia sui livelli retributivi medi ripartiti per sesso delle
categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro. L’operazione trasparenza, però, fallisce in partenza nel decreto legislativo di recepimento, in discussione in parlamento, perché non
riguarda elementi della retribuzione, come superminimo e straordinari, che incidono sulle disparità retributive e inoltre, il testo esclude dalle procedure di trasparenza una ampia gamma
di “lavori” a prevalente manodopera femminile”.
Infine, c’è l’importante dibattito sul cosiddetto consenso: “Per quanto riguarda il Ddl stupri” osserva Denise Casanova “il testo adottato come base è diverso da quello approvato
all’unanimità alla Camera, frutto dell'intesa fra la presidente del Consiglio Meloni e la segretaria del Partito democratico Schlein. Differente al punto da incentrarsi sul concetto di
dissenso e non su quello del consenso libero della donna all’atto sessuale, come sancito dalla Convenzione di Istanbul.
Il nuovo testo rende più difficile il riconoscimento della violenza sessuale, in particolare nei casi in cui la persona offesa si trovi in condizione di shock, paura,
paralisi emotiva o incapacità di reagire, finendo per imporre alla donna l’onere di provare il proprio dissenso. L'iter proseguirà al Senato ma contro questo ribaltamento di senso ci sarà
una manifestazione nazionale a Roma, promossa dal Comitato Consenso scelta e libertà, a cuiaderiremo.
Per queste ragioni il comparto scuola con la Flc Cgil, tutto il settore del commercio con la Filcams Cgil, sciopereranno il 9 di marzo. Per tutti gli altri settori del privato e del
pubblico impiego, ad esclusione dei trasporti, la Cgil di Belluno aderirà allo sciopero proclamato dai sindacati autonomi. Protestare, manifestare, scioperare sono ancora nostri
diritti. Esercitiamoli”.
Alberto Chiesura, segretario generale della Filcams CGIL Belluno, a sua volta ribadisce l’importanza di un’iniziativa che deve lasciare il segno: “Dal particolare punto di vista della
Filcams questa mobilitazione si colloca a pieno titolo all’interno della vertenza di Categoria per l’Umanità del Lavoro, il cui obiettivo è quello di azionare tutte le leve a nostra disposizione per
rimettere al centro la qualità del Lavoro e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.
Questo impegno si concretizza con una sempre maggiore attenzione non solo alle condizioni di lavoro,
salariali e normative, ma anche in tema di diritti civili, sociali e umani, per un benessere lavorativo che sia anche esistenziale e che possa rendere di qualità il tempo di vita
professionale e quello di vita personale. Per questa ragione, lo sciopero del 9 marzo terrà insieme le nostre rivendicazioni di categoria, per il superamento del part time involontario, della solitudine lavorativa e dell’invisibilità, che colpisce, in particolare, le donne e il forte dissenso che esprimiamo nei confronti del DDL Stupri, dello schema di decreto legislativo che
attua la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva, dei continui attacchi alla L. 194/78 e, da ultimo, della bocciatura della proposta di legge per l’incremento dell’indennità di maternità
e l’introduzione del congedo paritario”.
Anche la Flc CGIL Belluno, per voce della segretaria generale Alessia Cerentin, sottolinea l’importanza di aderire allo sciopero del 9 marzo: “La FLC CGIL denuncia che, mentre i casi di
sopraffazione e violenza continuano a crescere in modo allarmante e coinvolgono sempre più spesso ragazze e ragazzi, sia come vittime sia come autori, il governo persiste nel negare
l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Un simile atteggiamento, segnato da irresponsabilità e da una profonda arretratezza culturale della classe politica che guida il Paese, rende indispensabile una risposta immediata, decisa e strutturale”.
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