COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA
La FILCAMS CGIL BELLUNO e la FISASCAT CISL BELLUNO TREVISO attraverso le parole dei Segretari generali Alberto Chiesura e Patrizia Manca esprimono sgomento e cordoglio per il tragico decesso del lavoratore sudanese Mukhtar Dowh mentre faceva ritorno a casa dopo una notte di lavoro come
scaffalista in un supermercato bellunese.
“Dai fatti così come prospettati dalla stampa non possiamo che definire questo tragico evento come un infortunio mortale in itinere, l’ennesima morte sul lavoro. Mukhtar lavorava come scaffalista in appalto nei supermercati. Un servizio esternalizzato, con frequenti cambi di appalto e che vede prevalentemente occupati lavoratori stranieri. Lavoro esclusivamente notturno e su cui sono state presentate negli anni anche da parte nostra numerose denunce sulla errata applicazione dei contratti nazionali, che ha portato ad una corretta applicazione. E applicare un contratto piuttosto che un altro, si ripercuote immediatamente sulla busta paga.
Il lavoro notturno di per se è faticoso ed è indispensabile un maggiore controllo sull’utilizzo del lavoro straordinario, sui riposi e su tutto quanto riguarda la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, soprattutto se in appalto” “Questo è il contesto in cui lavorano gli “invisibili”: migranti in fuga dalla disperazione di una guerra o di una crisi economica, che cercano di sfamarsi e di sfamare le proprie famiglie all’estero” continuano Chiesura e Manca “lavoratori che parlano a fatica l’italiano, ma che sono disposti a tutto pur di lavorare. Si muovono con le biciclette o con i monopattini, di notte, in silenzio, perché i servizi pubblici sono inesistenti e non hanno la possibilità economica di prendere la patente e di acquistare un’auto, attraversando le strade bellunesi, spesso pessime per il manto stradale e per la scarsa luminosità delle carreggiate. Non è il primo caso di infortunio per questi lavoratori che viaggiano in bici o monopattino, molti di loro che lavorano anche in altri settori, fanno anche 15/20 km per andare al lavoro.” “Occorre fare di più per questi lavoratori; serve maggiore capacità di integrazione da parte delleIstituzioni e della società.
Un lavoratore è tale anche quando raggiunge il suo posto di lavoro o torna a casa alla fine del proprio turno” concludono Chiesura e Manca “un lavoratore è tale anche quando
è un migrante, che lavora di notte, che lavora dietro le luci del supermercato e non esce dall’invisibilità solamente perché ha un contratto di lavoro regolare.”
Per queste ragioni verrà organizzato un presidio unitario venerdì 17 aprile 2026 alle ore 11 davanti al centro commerciale Mega alla Veneggia di Belluno.
