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Unterberger, è la settimana della verità  
 
Perarolo. Positivo l’incontro di ieri tra la Sant’Orso, il sindacato e Veneto Sviluppo. Venerdì parola al curatore fallimentare  
le reazioni  
Il sindaco Svaluto Ferro: «Noi vigileremo»  
«Dobbiamo agevolare in tutti i modi possibili il buon fine di questa operazione», ha affermato Matteo Toscani al termine dell'incontro con Veneto Sviluppo, «con tutti gli strumenti disponibili: il suo impatto sulla fiducia e quindi sulle possibilità di rilancio del territorio è infatti significativo. Dobbiamo evitare lo smembramento dell’attività tra marchio, impianti e stabile, anche perché c’è la possibilità che a imprenditori veneti subentrino altri imprenditori veneti. Confido nell’interesse di tutte le parti in causa e nella comprensione del curatore: sarebbe inaccettabile una soluzione parziale che prevedesse la vendita del marchio e dei macchinari e il conseguente abbandono di un fabbricato in pieno centro del paese. L’amministrazione sarà molto attenta a valutare proposte diverse». «La Cgil», ha sostenuto Ludovico Bellini, «si augura che il contatto avviato consenta il mantenimento dell’attività produttiva in un momento molto delicato per la provincia e confida anch’essa che il curatore valuti attentamente l’opportunità di evitare soluzioni parziali, privilegiando invece il rilancio industriale». «Alla nostra amministrazione», ha commentato infine Pierluigi Svaluto Ferro, sindaco di Perarolo, «interessano la prosecuzione dell’attività economica e produttiva, il recupero dei posti di lavoro, la difesa e il mantenimento in loco di un marchio e di un prodotto storici per la zona del Cadore. Staremo dunque attenti a qualsiasi offerta che non vada nella direzione auspicata o che possa far pensare a operazioni di speculazione edilizia». (s.v.) 


di Stefano Vietina wPERAROLO «Siamo tutti allineati nel far prevalere, se possibile, la logica industriale su quella meramente finanziaria». Paolo Stiffan, esponente del salumificio Sant'Orso di Caltrano (Vicenza), non si espone oltre. Lui l'offerta per rilevare la Unterberger di Perarolo (e salvare quindi lo speck del Cadore) l'ha fatta, sulla base di un preciso business plan di rilancio. Si aggira tra i 765.000 e gli 800.000 euro. Lontana comunque dalla cifra di 1.280.000 euro che, venerdì prossimo a mezzogiorno, il curatore fallimentare chiederà per l'azienda di Perarolo. Per mettere a punto una strategia che faccia prevalere la logica industriale, come ribadisce Stiffan, ieri mattina a Marghera c'è stata una riunione nella sede di Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale chiamata in causa da Matteo Toscani, vicepresidente del consiglio regionale. Incontro positivo, come sta scritto in un comunicato congiunto. Dove si dice esplicitamente che ora «si aprono prospettive positive per il futuro dello stabilimento Unterberger di Perarolo di Cadore». All'incontro erano presenti anche il sindaco Pierluigi Svaluto Ferro, il segretario della Cgil di Belluno Ludovico Bellini e, appunto, gli imprenditori vicentini interessati a rilevare e rilanciare l’attività dello speck. «In particolare», dice il comunicato, «i titolari del salumificio Sant’Orso hanno illustrato il proprio piano industriale che si propone di valorizzare lo speck del Cadore, con una ripresa a pieno regime della produzione. A sostegno di questa iniziativa, la società finanziaria della Regione Veneto potrebbe mettere a disposizione i propri strumenti di intervento, che spaziano dal finanziamento agevolato per gli investimenti, alle garanzie sul credito, ad una eventuale compartecipazione societaria. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti politici e sindacali bellunesi hanno sottolineato l’importanza strategica del mantenimento dello stabilimento, per la sua valenza industriale, occupazionale e di immagine del territorio». Paolo Stiffan, dal canto suo, conferma che «la nostra intenzione è di attuare il piano industriale illustrato durante l’incontro nel più breve tempo possibile: è un passaggio fondamentale per il nostro sviluppo futuro. Siamo perciò fortemente motivati e determinati a giungere a una conclusione positiva della vertenza». Quindi come vi siete lasciati? «Dobbiamo arrivare all'asta di venerdì e vedere come intende muoversi il curatore fallimentare, cui già prima di Natale avevamo sottoposto il nostro interesse alla Unterberger. Senza peraltro ricevere risposta». Veneto Sviluppo come entrerebbe nell'operazione? Con una quota nel capitale? Con un finanziamento? «E' prematuro dirlo, anche perché mi pare logico che debbano ovviamente fare un'analisi approfondita del dossier prima di prendere posizione». Vi sentirete in settimana? «Senza dubbio ci sentiremo prima di venerdì. Ma oggi è meglio non anticipare alcuna mossa, per ovvi motivi di riservatezza. Anche perché potrebbe esserci qualcun altro pronto a muoversi su questa operazione, sia per acquisire gli impianti e sia per acquistare invece solo l'immobile. Fino a venerdì, dunque, meglio non scoprire le nostre carte. Confidando ovviamente nella comprensione del curatore; consapevoli che esiste una normativa e che dobbiamo muoverci al suo interno».

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