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“Veneto Strade”, i lavoratori chiedono risorse certe
 
BELLUNO Un documento per chiedere la creazione di un contributo Provincia-Regione dedicato alla manutenzione delle strade da parte di Veneto Strade. È quanto chiedono i quasi 150 dipendenti della società che ogni anno, tra le altre cose, è impegnata nel mantenere pulite e percorribili le vie della provincia bellunese. Il documento sarà presentato a breve al prefetto Maria Laura Simonetti. «Chiediamo che questo contributo sia strutturale, in modo da non trovarci ogni anno a rincorrere le risorse già così risicate che ci vengono assegnate».

C’è grande preoccupazione da parte dei lavoratori di Veneto Strade per il loro futuro: tagliati 8 milioni di euro l’anno scorso, a questi se ne aggiungono altri 4 decisi da palazzo Piloni. Questo significa che a rischio non solo c’è solo la retribuzione dei circa 150 dipendenti, ma anche tutte le infrastrutture e il mondo del terziario che si occupa della manutenzione stradale, in particolare l’attività di sgombero neve, sfalci del verde e altre attività di importanza vitale per i bellunesi . «Il disagio maggiore è trovarsi anche quest’anno con gli stessi problemi del 2012, cioè con la scarsità di risorse. E c’è il rischio che queste difficoltà e incertezze si ripresentino di anno in anno. E questo non possiamo più permetterlo», precisa Alessandra Fontana, segretaria della Filt Cgil. Un disagio che è emerso nel corso delle quattro assemblee fatte nel mese di dicembre (dal Comelico al Feltrino al Bellunese) che alla fine è sfociato, quindi, in un documento che i lavoratori hanno sottoscritto e che presto sarà consegnato al prefetto. «Ma non è indirizzato soltanto al rappresentante governativo, ma anche a tutti i politici locali, regionali e nazionali che possono fare qualcosa per farci uscire da questo stallo», conclude Fontana. Per i lavoratori e per il sindacato di categoria, a questo punto è necessaria «una soluzione definitiva e un criterio da usare tutti gli anni per non dover sempre ridiscutere di risorse, la cui scarsità si ripercuote sull'attività e sulla mancata capacità di programmazione invernale. La mancanza di certezza ha ripercussioni sul quotidiano». (p.d.a.)

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