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FILLEA

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Finblok, i sindacati siglano la mobilità per 6 lavoratori  14-02-2013

Sedico. L’azienda costretta a farlo perché avanza crediti da altre ditte private E anche la Belwood ha licenziato tutti i dipendenti: non è stata pagata dai debitori  
 SEDICO Non si placa l’emorragia nel settore dell’edilizia e correlati. Proprio ieri la Fillea Cgil ha siglato l’accordo per la messa in mobilità di sei lavoratori della Finblok montaggi spa di Sedico, mentre all’inizio dell’anno è stata siglata quella per tutti i dipendenti della Belwood srl, sempre di Sedico. La Finblok contava fino a ieri 18 dipendenti. Si tratta di un’azienda che produce serramenti e finestre in legno ed è ben avviata. «Ma ad oggi paga il fatto che molti suoi debitori non stanno pagando. Si tratta di altre imprese soprattutto private anch’esse in difficoltà, come la Bortoluzzi 1901 che è stata messa in mobilità», precisa Marco Nardini, della Fillea che rilancia l’allarme sul settore dell’edilizia. «La crisi nell’edilizia, soprattutto, è come una sorta di domino: basta che una impresa entri in crisi e tutte le altre a lei collegate le vanno dietro.

Se non si costruisce più non si ha più bisogno di serramenti, di finestre, e di tutto il resto come bagni, cucine e via così. Per questo quello che chiediamo a tutti i politici da sempre, sia quelli di destra, che di sinistra che di centro, è che tirino fuori una soluzione per far ripartire l’edilizia. Ma a quanto pare ad oggi una soluzione non è ancora arrivata», continua Nardini. E così ieri alla Finblok i sindacati di categoria hanno dovuto firmare questi sei esuberi. «La notizia non ci è giunta nuova visto che l’azienda aveva fatto sia l’anno scorso che all’inizio del 2013 molta cassa integrazione ordinaria. Inoltre nelle settimane scorse i vertici aziendali avevano avvicinato i lavoratori presentando loro i problemi e individuando insieme con gli stessi lavoratori quelli che avrebbero potuto uscire dall’azienda. Si tratta di persone che hanno avuto contratti a tempo indeterminato di recente. Per loro si prospetta quindi un’indennità di disoccupazione abbastanza lunga», prosegue ancora Nardini che aggiunge: «Non dimentichiamo che dal 2017 la mobilità non ci sarà più, ma sarà sostituita dall’Aspi». La situazione per l’edilizia resta quindi drammatica. «Alla fine dell’anno scorso la Belwood srl, azienda leader nel settore delle costruzioni ecologiche a struttura portante in legno, ha licenziato tutti i suoi lavoratori, più di una decina. I suoi problemi erano legati al cantiere del post terremoto dell’Aquila. L’azienda aveva eseguito delle opere, ma non è mai stata pagata. E per questo motivo, non avendo più i soldi per pagare il materiale e i suoi lavoratori ha dovuto licenziarli. La situazione, da quanto si può vedere, è più che tragica, serve un intervento repentino e risolutivo per questo settore, altrimenti chissà dove andiamo a finire». Soltanto nella giornata di ieri, come fa presente lo stesso sindacalista, sono state firmate diverse casse integrazioni ordinarie e in deroga. Ma anche sulle casse in deroga sembrano spuntare dei problemi. «Esiste per l’anticipo di questo ammortizzatore sociale un accordo tra la Provincia di Belluno e le banche, ma da quanto abbiamo saputo alcuni istituti di credito non intendono più anticipare l’indennità perché non hanno ricevuto il finanziamento regionale. Invito le banche ad avere fiducia sui soldi di Venezia, che sono stati stanziati e quindi anticiparli senza far attendere i lavoratori quasi un anno». Paola Dall’Anese ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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