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All’Ideal cinquanta dipendenti a rischio  05-04-2013
 
L’azienda di Quero costretta a tagliare, ma si cercano alternative. Ieri un primo incontro con i sindacati 
di Francesca Valente wQUERO Una trentina di lavoratori interinali sono già stati lasciati a casa, altri cinquanta dipendenti rischiano il posto. La crisi economica e le difficoltà finanziarie hanno investito anche l'Ideal di Quero, azienda all’avanguardia nella produzione di componenti per l'industria dell'occhialeria, scatenando una tempesta inattesa. Il cambio della dirigenza di metà febbraio sembra aver dettato anche un cambio di traiettoria. Mancano i soldi, le tasse lievitano e non concedono deroghe, la domanda a volte diminuisce.

L'unica soluzione per salvare l'azienda è tagliare manodopera, quindi personale. La decisione, non ancora ufficiale, ha cominciato a circolare qualche settimana fa, saltando gli argini della riservatezza il 26 marzo con la prima assemblea sindacale, convocata per annunciare il rischio di ridimensionamento dell'organico. Razionalizzare i costi, in questo caso, è anche sinonimo di licenziare i lavoratori. Ne andrebbero messi in mobilità cinquanta per tenere a galla l'Ideal, un terzo dei dipendenti attualmente impiegati. Cinquanta famiglie rischiano di perdere il reddito e vivono giornate di apprensione, attendendo una risposta alternativa a una situazione che per il momento appare senza altra soluzione. Il sindacato sta coordinando la vertenza assieme a Confindustria, mentre il Comune sta cercando di dialogare con l'azienda per capire se esistano altre strade percorribili. Tra le proposte avanzate ci sarebbe quella di commutare la mobilità almeno con la cassa integrazione, in attesa che l'Ideal riemerga dal baratro della recessione. Ieri pomeriggio c'è stato un primo colloquio tra i sindacati e i vertici aziendali per cercare una via intermedia ai tagli. Un’ipotesi è quella di ridurre l'orario di lavoro stipulando contratti di solidarietà, per evitare di lasciare a piedi cinquanta persone e cercare così di far quadrare il fatturato. La Ideal è solo l'ultima di una lunga serie di imprese bellunesi messe in ginocchio dalla crisi, intrappolate nell’obbligo di salvare il salvabile, con l'inevitabile conseguenza di sacrificare il resto del comparto. La Filctem-Cgil sta coordinando i tavoli di confronto ma preferisce mantenere il riserbo sulla questione, che si è presentata delicata fin dai primi passaggi. In ballo c'è la sopravvivenza di un'impresa che dal 1977 fornisce materiali all'avanguardia per l'assemblaggio di occhiali. I prossimi incontri serviranno per cercare di conciliare l'ipotesi avanzata dei vertici di azienda con la necessità di tutelare i posti di lavoro, assieme a un reddito che consenta una vita serena, in un periodo che difficilmente garantirebbe di trovare una soluzione sbrigativa. Gran parte dei dipendenti provengono dal comune di Quero, per questo l'amministrazione sta cercando di mediare la scelta attraverso incontri periodici con la dirigenza, per rendere l'esito meno dannoso possibile per il territorio e per i cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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