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FILLEA

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Alla Beton ci sono i contratti di solidarietà  19-04-2013
 
Salvi i posti degli impiegati, in tredici lavoreranno a turno: è la prima volta per un’impresa edile  
SANTA GIUSTINA Per la prima volta un contratto di solidarietà applicato ai lavoratori del settore edile. È stato siglato ieri mattina a Palazzo Piloni a Belluno dalla Fillea Cgil per tredici impiegati della ditta Beton Costruzioni spa di Santa Giustina. L’azienda, che ha anche un’altra sede legale a Foggia e che conta oggi trenta dipendenti tra operai e impiegati, da più di vent’anni propone strutture antisismiche realizzando edifici, soprattutto capannoni costituiti da un telaio in materiale particolare abbinato a una copertura leggera in profili d’acciaio preverniciati, che hanno un peso quasi dieci volte inferiore delle strutture tradizionali.

Da qualche tempo la ditta, vista la crisi del settore edilizio, aveva chiesto la cassa integrazione ordinaria per i suoi dipendenti. Trovandosi con un esubero di sei addetti, ha dovuto scegliere se licenziare oppure trovare un'alternativa. E questa è stata individuata nei contratti di solidarietà. Questo strumento sarà applicato a tredici impiegati per dodici mesi a partire dal primo maggio prossimo (fino al 30 aprile 2014). Si partirà con una percentuale di solidarietà del 50 per cento per cui i lavoratori interessati percepiranno lo stipendio per le ore lavorate, mentre il restante verrà pagato grazie all'integrazione pari all'80 per cento della somma dell'Inps, su anticipo della stessa azienda. «La solidarietà è uno strumento importante che il datore di lavoro può utilizzare anche per l'edilizia ma non solo, e viene attivata quando c'è da parte della ditta la volontà di continuare l'attività senza licenziare nessuno, senza disperdere le professionalità che oggi sono un elemento importantissimo per fare la differenza su un mercato già critico», dicono Paola Tegner e Marco Nardini della Fillea Cgil. «Quello firmato a palazzo Piloni è un accordo importante perché apre una strada praticabile anche ad altre aziende, ma quello che serve è la volontà di tutti di adottare questo strumento».(p.d.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

da Corriere delle Alpi

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