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ANDAMENTO DELLE SEGNALAZIONI DI SOSPETTE MP NELLA REGIONE VENETO

In perfetto allineamento con i dati Eurostat che ne rilevano l’andamento all’interno dell’Unione europea, anche l’analisi ora condotta annualmente, e non più per biennio, dagli Spisal, evidenzia a livello regionale veneto un andamento significativamente crescente delle segnalazioni/denunce di patologie di origine professionale derivanti da rischi di natura ergonomica, così come confermato, tra l’altro, dall’ultimo rapporto nazionale Inail (2011).

Considerando nello specifico l’andamento del numero di segnalazioni/denunce dei vari tipi di malattie ascrivibili a disergonomie lavorative nell’anno 2011, si nota come le patologie a carico degli arti superiori rappresentino il 57% del totale delle patologie denunciate, ove, all’interno di tale percentuale, un 32% si riferisce alla sindrome del Tunnel carpale (con una lieve flessione rispetto al biennio precedente 2009/2010), mentre le patologie a carico delle spalle fanno registrare un netto aumento rispetto alla rilevazione precedente (+ 30%, per un incidenza complessiva pari al 47%).

Quanto alle patologie del rachide (dorso lombare e lombosacrale), rimaste pressoché stazionarie nel triennio 2008-2010, nel corso del 2011 risultano aver quasi raddoppiato la loro incidenza (+42%).

Analizzando quindi la distribuzione delle patologie per comparto lavorativo, emerge che, in termini assoluti, il maggior numero di segnalazioni (pari a 179, equivalenti al 18% del totale), coerentemente con quanto già rilevato nel biennio precedente, riguarda il comparto metalmeccanico, all’interno del quale primeggiano le segnalazioni di patologie degenerative a carico degli arti superiori (in particolare della spalla, del gomito, del polso), seguono il settore dell’edilizia (con 134 segnalazioni, pari al 13% ca. del totale) ed il settore sociosanitario (strutture residenziali per anziani e disabili, ma anche aziende ospedaliere, con un numero di segnalazioni pari a 91, ossia il 9% ca del totale).

Si tratta di settori, questi ultimi citati, nei quali si registra il maggior numero di casi e di denunce, in termini assoluti, di patologie a carico del rachide, ossia di affezioni della colonna vertebrale, e più precisamente del tratto lombare, dorso-lombare e lombosacrale, derivanti principalmente da quelle lavorazioni che comportano una movimentazione manuale di carichi e da quelle che espongono a vibrazioni “whole body”(si pensi, rispettivamente, da un lato alla movimentazione/spostamento di pazienti non autosufficienti, dall’altro alla guida di macchine operatrici).

A sostegno di tali dati elaborati dai servizi Spisal a livello regionale veneto per l’anno 2011, vi è la stessa relazione annuale elaborata dal Servizio Spisal dell’Ulss 1, relativa all’attività svolta dal servizio di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’anno 2012.   Vi si legge infatti, che su complessive 59 segnalazioni di sospetta malattia professionale inviate al servizio nel corso del 2012, il 56% è rappresentato da patologie osteoarticolari, ossia da disturbi muscolo-tendinei ascrivibili a movimenti ripetitivi degli arti superiori tipici delle lavorazioni dell’occhiale, dei settori dell’elettronica e della metalmeccanica, e da patologie osteoarticolari da sovraccarico biomeccanico del rachide, frequenti soprattutto nel settore dell’edilizia (muratori) e della sanità (infermieri /assistenti alla persona).

Risultano quindi ampiamente confermate, a livello locale, le risultanze statistiche elaborate in sede  regionale, tant’è che nella stessa relazione annuale, il servizio Spisal di Belluno, a fronte del consuntivo dell’attività svolta nel corso dell’anno appena trascorso, si pone, quale prossimo obiettivo, quello di orientare l’attività di vigilanza “non solo verso il consueto e costante monitoraggio dei cantieri”, ma anche verso nuove attività, quali in particolare:

Non si dimentichi poi, così come evidenziato dal servizio Spisal di Belluno, che numerose segnalazioni di infortuni lavorativi sono proprio collegate alla movimentazione manuale di carichi o a movimenti ripetitivi degli arti superiori, spesso quindi scambiando per evento infortunistico quello che diversamente può essere meglio inquadrato come malattia correlata al lavoro, in quanto conseguenza di un’esposizione prolungata nel tempo a fattori di rischio comunque presenti nell’ambiente di lavoro e nella specifica attività lavorativa svolta.

Concludendo, si può dunque affermare che tanto l’analisi condotta dai vari servizi Spisal competenti in ambito regionale veneto, quanto l’analisi a consuntivo elaborata dal servizio di prevenzione e sicurezza dell’Ulss di Belluno, evidenziano, nel biennio 2011/2012 un andamento progressivamente crescente delle segnalazioni/denunce di patologie professionali ascrivibili a rischi di natura ergonomica, in analogia con quanto rappresentato dall’ultimo rapporto Inail nazionale (2011).

Al dato puramente quantitativo delle denunce si correla poi anche la rilevanza di dette patologie nel rapporto tra salute e lavoro, rappresentando di gran lunga la causa più frequente di assenze dal lavoro per malattia, nonché la causa maggiormente ricorrente di giudizi di inidoneità temporanea e o permanente ovvero di idoneità condizionata a mansioni specifiche, da parte dei medici competenti.

 

 

Mara Carlin

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