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Vigilanza privata in sciopero fino a gennaio

Sono oltre 130 in provincia e da una settimana stanno facendo lo sciopero degli straordinari per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale e contro stipendi che rasentano il limite di povertà. Le guardie della vigilanza armata insieme con i dipendenti dei cosiddetti servizi fiduciari non armati hanno deciso che era arrivato il momento di dire basta. E così la settimana scorsa, visto l’accordo tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, è stato indetto lo sciopero degli straordinari.

«Tra i 60 dipendenti della Mondialpol, la decina di Sicuritalia, la trentina di Battistoli che fanno le guardie principalmente agli stabilimenti Luxottica, la decina dell’ex Serenissima ora acquisita da Civis Vigilanza e tra tutti quelli impiegati negli istituti di vigilanza minori, a cui si aggiungono anche quelli che eseguono i servizi fiduciari senza armi, sono oltre 130 i dipendenti di questa categoria», precisa Giovanni Cescato della Filcams Cgil. «Le loro condizioni di lavoro stanno diventando sempre più proibitive. Per una guardia giurata si parla di 900 euro al mese per un stipendio base di sesto livello. Un livello a cui sono inquadrati ogniqualvolta vengono assunti, anche dopo anni di lavoro. Mentre per gli addetti dei servizi fiduciari lo stipendio si aggira sui 650 euro al mese. Come si vede queste persone che rischiano la vita ogni giorno si trovano con questi salari che rasentano la povertà. Dobbiamo fare qualcosa perché la situazione sta peggiorando».La settimana scorsa è stato indetto lo stato di agitazione e proclamato il blocco degli straordinari.
«Di per sè un atto importante visto che questi dipendenti dovrebbero garantire un turno pari a 7 ore e quindici minuti, ma poi si allunga anche di due ore poiché non possono lasciare il luogo da vigilare prima che arrivi il cambio. E d’altra parte con i salari che percepiscono gli straordinari diventano importanti per garantire una vita adeguata a queste persone», spiega ancora Cescato. Il sindacalista evidenzia che «quando parliamo di vigilanza armata ci riferiamo a persone che contribuiscono a garantire la sicurezza del territorio. Che rischiano la vita, ma che sono trattate in maniera indecente dalle società che li hanno assunti, società che addirittura li spingono a turni massacranti per stipendi da fame».
Il sindacato di categoria evidenzia come negli ultimi anni le condizioni dei lavoratori del comparto stiano peggiorando sempre di più, «mentre le società stanno facendo tra loro cartello, tanto che alcune di loro sono state multate dall’anti trust. Queste società stanno diventando anche più prepotenti e aggressivi verso il mercato dei lavoratori. Lo sciopero andrà avanti almeno fino al 7 gennaio 2020».
Fonte Corriere Alpi 

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