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Parla il segretario della Camera del lavoro

foto de carli articoliMauro De Carli «Bisogna capire come sarà il futuro per muoversi di conseguenza» «L'emergenza Coronavirus deve portarci a ripensare il mondo delle fabbriche» L'INTERVENTO ipartire a partire dal 4 maggio! In verità in questa provincia le possibilità di lavorare erano sempre state molto più larghe che in altri territori, sia per l'esclusione dell'occhialeria dal lockdown, perché autorizzata dal Codice Ateco, sia per le tante deroghe chieste dalle altre ditte, tanto che potremmo facilmente dichiarare che quasi tutti, nelle settimane scorse, avrebbero potuto riprendere l'attività».


Parole del segretario provinciale della Cgil, Mauro De Carli, che poi sottolinea: «È sbagliato credere che basta invertire l'interruttore, inserendo nel Dpcm la data della riapertura, per avere una ripresa "concreta" all'interno del mondo produttivo». Per il segretario della Camera del lavoro, fondamentale sarà la sicurezza: «Le regole del distanziamento sociale dentro e fuori i luoghi di lavoro, nei mezzi di trasporto pubblici e privati, la consistenza e la fornitura dei dispositivi di prevenzione e la riorganizzazione degli orari provocheranno cambiamenti organizzativi che non permetteranno le stesse modalità di produzione del passato. Nessuno ha ancora analizzato cosa comporterà questo nella gestione delle fabbriche, dalla produzione agli orari di lavoro». «Cosa ne sarà dell'export?», si chiede poi De Carli. «Siamo esportatori nati a Belluno, grazie all'occhialeria, e questo rischia di "sbattere" contro le varie fasi del lockdown negli altri Paesi del mondo, che in tempi e modi diversi hanno chiuso i loro mercati e non riassorbiranno, se non in minima percentuale, le nostre produzioni. Ciò dovrebbe portarci a privilegiare maggiormente il mercato nazionale. Riflessione pleonastica, perché già fatta in altre circostanze simili (2008, 2011). Nessuno ha mai risposto, anzi, ogni qual volta si reinvertiva il clima economico, si è sempre ripreso a lavorare con lo stesso metodo di prima. Anche il solo esempio delle mascherine mancanti perché prodotte altrove, dovrebbe spingere il sistema economico e politico a darsi un indirizzo diverso dal passato». C'è poi il fronte dei lavoratori. «Siamo a posto con la sicurezza?», si chiede il segretario. «Gran parte delle regole sono conosciute, almeno i principi base, ma siamo sicuri che siano declinate con attenzione entro i luoghi di lavoro? Soprattutto siamo sicuri che verranno osservate anche in futuro?». De Carli invoca il coinvolgimento dei Comitati costituiti dal Protocollo nazionale del 14 marzo, comitati che prevedono la presenza e la facoltà di proposta e verifica delle rsu e delle rls (rappresentanze sindacali e della sicurezza). «Si darà spazio a questi comitati o si pensa che una volta riaperti i cancelli ci si possa dimenticare di loro?», dice De Carli, pensando alle imprese che non sono sindacalizzate. C'è poi il problema del turismo, delle mense, dei servizi di varia natura: come si applicherà il distanziamento sociale? «La fase di ripresa dei lavori edili sulle grandi opere dei Mondiali 2021, ci fa riflettere sulla necessità di sostegni logistici per i lavoratori trasfertisti». C'è poi il tema del trasporto pubblico, che per il distanziamento dovrebbe vedere una moltiplicazione di mezzi e di personale. «E poi cosa dire della ripartenza cadenzata? Rischiano di rimanere a casa migliaia precari; si pensi solo alle oltre mille in provincia richieste di sussidio per i "somministrati". La loro integrazione salariale si è già esaurita ad inizio aprile. Come verranno salvaguardati per il futuro?».
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