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DOLOMITIBUS  

Rsu e sindacato: «È doveroso rivedere i patti parasociali»  
BELLUNO «Se il socio privato di Dolomitibus se ne va per davvero, la Provincia deve essere in grado di garantire le corse, gli investimenti e tutto il resto per mandare avanti la società. Io mi auguro e sono sicuro che palazzo Piloni, nel momento in cui ha acquistato le quote del comune di Belluno, abbia considerato anche questa eventualità e anche quella che entro il 2014 il trasporto pubblico locale dovrà andare a gara». Così il segretario pro tempore della Filt Cgil, Renato Bressan sulla possibilità che Ratp Dev si ritiri da Dolomitibus. Un’eventualità che lascia qualche perplessità ai sindacati.

Le stessa Rsu si dice perplessa e chiede che a questo punto vengano rivisti i patti parasociali. «Premesso che le posizioni della Rsu di Dolomitibus rispetto alla vendita di quote da parte di uno dei soci pubblici (Comune di Belluno) sono sempre state a salvaguardia del capitale dell’azienda e del servizio pubblico», scrive in una nota la rappresentanza sindacale, «in questo contesto il socio di minoranza privato, che ancora ha in gestione l’azienda, dichiara che qualcuno vorrebbe rimandarlo a casa con il rischio, nel prossimo futuro, che saltino alcuni progetti di sviluppo come l’integrazione dei servizi ferroviari con quelli su gomma, di cui da almeno un ventennio parlano le cronache». Le rsu precisano che se l’azienda è in attivo è non solo merito alla gestione dell’impresa, «ma anche dei sacrifici fatti dai lavoratori» e che il socio francese, quando è subentrato «ha trovato un’azienda di eccellenza con un proprio know-how». Ma poi si chiede «quali investimenti il socio privato, oltre a quello posto in essere con l’acquisto delle quote di cui oggi risulta di fatto proprietario (39,5%) e che gli permette di amministrare l’azienda e di beneficiare dell’interesse economico rispetto al suo investimento, ha posto in essere in questi anni ad esempio in termini infrastrutturali sul territorio? Gli autobus sono stati acquistati in autofinanziamento Dolomitibus e/o col contributo regionale, infrastrutture nei depositi periferici non ne abbiamo viste a tal punto che nella maggior parte non esiste nemmeno la possibilità di usufruire di un servizio igienico da parte del personale. L’integrazione futura e futuristica tra ferro e gomma nel Bellunese risulta cosa tutta da vedersi. Ci piacerebbe avere trasparenza anche sulle garanzie rispetto a futuri piani industriali di cui non abbiamo visto nulla». A questo punto le rsu chiedono che siano «rivisitati i patti parasociali, oggi a tre, domani a due, ridisegnato un nuovo accordo che regoli i rispettivi interessi dei soci pubblico e privato in cui sia salvaguardato l’interesse di entrambi, salvaguardando il bene collettivo di un servizio sociale».

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di vittorio progetto sviluppo1 bruno trentin