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FIOM

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Crisi Acc, bellunesi e austriaci si alleano  
 A Gemona vertice a metà strada tra i delegati dei due stabilimenti: messo a punto un documento firmato da tutti  
GEMONA DEL FRIULI No alle guerre tra poveri, l’Acc e i suoi posti di lavoro si salveranno solo se lo stabilimento di Mel e quello austriaco continueranno a lavorare in sinergia. E gli operai delle due fabbriche faranno di tutto perché il rilancio del gruppo passi per un piano industriale che punti sul mantenimento di entrambi gli impianti. È questo il messaggio che sindacati e delegati di fabbrica bellunesi e austriaci hanno deciso di lanciare con un documento messo a punto ieri a Gemona, nella sede della Cgil friulana, dove si sono incontrati a metà strada.

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«Qui si gioca il futuro del manifatturiero»  
 
352Fiom, Fim, Uilm, Cgil, Cisl e Uil d’accordo: «Il nostro è un presidio per l’industria italiana»  
BELLUNO «Questo è il grido d’allarme del territorio per la sua tenuta economica e industriale. Acc ha lavoro e mercato, ma abbiamo bisogno di industriali a capo delle imprese non di banche o finanziarie». A lanciare l’sos è Luca Zuccolotto della Fiom Cgil. Gli fa eco la segretaria generale della Cisl, Anna Orsini: «La presenza oggi è obbligatoria, perché l’azienda non mandi all’aria anni di professionalità ed esperienza. Qui ci giochiamo il futuro del settore del manifatturiero italiano: se si blocca l’Acc, cosa ne sarà dell’industria degli elettrodomestici? Serve un tavolo nazionale».

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Settecento in corteo per salvare l’Acc  
 
351Lavoratori, sindacalisti e sindaci hanno manifestato ieri in centro a Belluno per salvaguardare lo stabilimento zumellese e l’economia del territorio  
di Paola Dall’Anese wBELLUNO Settecento in piazza per provare a salvare l’Acc e tutta l’economia bellunese. Un grido di dolore all’unisono e di rabbia composta dei lavoratori. Vasta la mobilitazione di operai, sindacalisti e sindaci ieri mattina alla manifestazione provinciale indetta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per provare a rendere meno incerto il futuro dello stabilimento zumellese. Tanti cartelli in piazza con le scritte “Giù le mani dall’Acc” e “Basta con finanza virtuale e società fantasma, servono lavoro e fabbriche reali”. Ieri l’intero stabilimento zumellese ha aderito alle otto ore di sciopero indetto, per la soddisfazione del segretario della Fiom, Luca Zuccolotto, che è andato di persona a controllare: «Tutta l’Acc è qui», ha detto durante la manifestazione, «con noi ci sono anche i rappresentanti delle altre fabbriche della provincia». I lavoratori sono arrivati alla spicciolata davanti alla stazione ferroviaria di Belluno, sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine. Poi, pian piano, sono arrivati anche i sindaci (16 quelli presenti ieri).

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Acc, corteo nel cuore di Belluno in difesa di 600 posti di lavoro  
 
Mel. Ci saranno anche una quindicina di sindaci, oltre ai lavoratori di altre aziende della provincia Domani un importante vertice a Gemona tra sindacati bellunesi e i colleghi austriaci  
MEL Tutto pronto per quella che si preannuncia come una grande manifestazione, accompagnata da otto ore di sciopero a sostegno dell’Acc di Mel, dei suoi 620 posti di lavoro, ma anche di tutto il tessuto economico e produttivo del Bellunese. Il ritrovo è alle 9 alla stazione ferroviaria di Belluno. «Sarà una manifestazione straordinaria», auspica Luca Zuccolotto segretario della Fiom Cgil, che anticipa la sua presenza davanti ai cancelli dell’Acc a partire dalle 5 «per capire se siamo dalla parte della ragione in questa partita, in base a quanti lavoratori sceglieranno di entrare in fabbrica».

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por lavoro articolo 1 bILANCIO 
di vittorio progetto sviluppo1 bruno trentin