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Impremoviter srl in cassa straordinaria  18-04-2013
 
Sedico. La ditta ha realizzato gran parte degli alloggi nel comune. Ora 30 lavoratori sono a casa  
SEDICO Cassa straordinaria per i 30 dipendenti (90% sono italiani) della Impremoviter srl di Sedico, l’azienda edile che praticamente ha realizzato tra gli anni ’90 e 2000 gran parte degli alloggi del comune e non solo.

Il 15 aprile scorso è stato firmato in Provincia l'accordo della cassa straordinaria per i 22 operai e gli 8 impiegati. «L’azienda ha avviato, però, anche una richiesta di concordato preventivo depositata il 19 marzo», sottolinea Marco Nardini, della Fillea Cgil che aggiunge: «Basta coi concordati: le imprese che non riescono a pagare i lavoratori devono chiudere. Mettere in concordato significa, infatti. che prima che venga omologato dal tribunale ci vogliono 6-7 mesi e quindi i dipendenti percepiranno qualcosa dopo parecchio tempo. Ma può succedere anche che il concordato non passi e quindi i lavoratori si troverebbero col fallimento e con altri mesi o forse anni di attesa per percepire i soldi». Nata nel 1985, la ditta fino alla fine dello scorso anno non aveva mai presentato problemi di sorta. «Poi ad ottobre sono sorte delle complicazioni con l’esposizione bancaria ma anche per l’esito di alcune operazioni finanziarie sbagliate. E questo è un problema grande perché molte aziende, prese dal profitto, hanno preferito investire sulla finanza piuttosto che sull'impresa facendo investimenti sbagliati che hanno inciso in maniera strutturale sulla vita della società», dichiara Nardini che prosegue: «Il primo segnale di crisi lo abbiamo avuto quando le paghe hanno iniziato a non arrivare, poi siamo passati al concordato e gli operai sono a rimasti male perché non sapevano nulla. Ci troviamo oggi con i dipendenti che non prendono lo stipendio da ottobre e gli impiegati da sei mesi». Il sindacalista della Fillea precisa poi che «abbiamo firmato anche l’accordo per la mobilità volontaria per 14 lavoratori (4 impiegati e 10 operai), mentre l’impresa ha dato vita ad un affitto di ramo d’azienda a cui trasferirà tre lavoratori». «Abbiamo cercato di dare la cassa straordinaria per un anno garantendo un paracadute agli operai che danno il sangue per le ditte per cui lavorano per poi ricevere questo trattamento in cambio». Resta quindi critico il comparto dell’edilizia in provincia. «Adesso le opere sono ricominciate ma col contagocce. Avevamo nutrito molte speranze sull’arrivo di risorse liberate dal patto di stabilità, però i politici sono fermi e dei lavoratori si parla sempre di meno». (p.d.a.)

dal Corriere delle Alpi

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